Episodi violenti allo stadio San Siro, Luigi Piccirillo: “Regione imponga al Comune di riprendere il controllo di quello che è un bene pubblico”

Pochi giorni fa, nella curva Nord di San Siro, durante la partita Inter-Sampdoria, appena si è sparsa la notizia dell’agguato ad uno storico capo della curva interista, pluripregiudicato e sottoposto a Daspo (Divieto di Accedere alle manifestazioni sportive), i capitifosi hanno sgomberato manu militari quell’intero settore dello stadio aggredendo anche fisicamente chi desiderava rimanere a vedere la partita, inclusi genitori davanti a figli minorenni. 

Il lutto è stato imposto agli altri tifosi a San Siro nel silenzio e nella tolleranza assoluta di chi avrebbe dovuto riportare l’ordine. L’episodio si aggiunge alla lunga lista dei fatti che hanno trasformato la storia degli stadi in “pagine nere”. Storie di un tifo che non si limita a guidare i cori spalle alla partita, ma dà ordini su come si deve vivere il match, quando si deve cantare e che cosa, quando si deve saltare e quando bisogna mettersi a lutto. 

“Episodi vergognosi come quello di pochi giorni fa ci impongono una seria riflessione su chi è legittimato a dettare regole di comportamento nel nostro stadio – commenta il consigliere Luigi Piccirillo – . Credo che Regione Lombardia debba intervenire senza esitazioni affinché il Comune di Milano abbia tolleranza zero nei confronti di chi acconsente e legittima, pur a modo suo, simili comportamenti nello stadio San Siro per proteggere quello che è un bene pubblico. Ciò significa anche astenersi dal proseguire l’interlocuzione con società che propongono un intervento immobiliare ma si ostinano a celare la propria titolarità effettiva, F.C. Internazionale S.p.A. e A.C. Milan S.p.A, venendo meno alla necessità di assoluta trasparenza che è alla base della corretta gestione di un bene pubblico e del contrasto all’infiltrazione mafiosa e al riciclaggio.. In merito a ciò avevo già presentato un ordine del giorno che chiedeva alla Regione di intervenire a tutela dell’interesse pubblico e del rispetto delle normative che richiedono la verifica dell’assetto proprietario delle società proponenti”.

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