Legge sui caregiver: il Consiglio regionale approva le proposte del consigliere Luigi Piccirillo 

Durante il Consiglio regionale di martedì 22 novembre la maggioranza in Regione Lombardia ha accettato di modificare il testo di legge sui caregiver approvando alcuni degli emendamenti proposti dal consigliere Luigi Piccirillo. Un timido ma apprezzabile tentativo di cogliere le richieste dei comitati e delle associazioni dei caregiver familiari. 

Il Consiglio regionale ha infatti approvato l’emendamento col quale il consigliere Luigi Piccirillo ribadiva la necessità di organizzare momenti di confronto aperto con i comitati e le associazioni rappresentative dei caregiver familiari. La norma del Pdl prevede quindi oggi che il Comitato paritetico di controllo e valutazione e la commissione consiliare competente possano indicare priorità conoscitive o necessità di ulteriori approfondimenti rispetto alle azioni intraprese solo dopo un confronto con le associazioni. 

“Credo sia un buon risultato – spiega Luigi Piccirillo –. Vuol dire che gli interventi realizzati in attuazione della legge saranno decisi insieme ai caregiver, come pure questi ultimi dovranno essere ascoltati sulle eventuali criticità emerse in fase di attuazione delle misure di sostegno e promozione e attivazione della rete di sostegno al caregiver familiare”.  

Approvato anche l’emendamento che prevede il coinvolgimento del caregiver familiare nei PAI. La mera partecipazione, come prevedeva inizialmente la legge, non può infatti garantire la miglior assistenza per l’assistito. 

Infine, approvando un altro emendamento di Piccirillo, la legge oggi cristallizza l’impegno della Regione a promuovere programmi di aggiornamento degli operatori sociali, socio-sanitari e sanitari sui temi legati alla valorizzazione dei caregiver familiari e sulla relazione e comunicazione dovuta con gli stessi. Va ricordato infatti che il benessere dell’assistito è curato in primo luogo dai caregiver ed è fondamentale che gli operatori che, a vario titolo, si interfacciano con il caregiver familiare riconoscano e valorizzino appieno il ruolo che svolgono. 

“Peccato il dietro-front della maggioranza su altri temi di cruciale importanza – conclude Luigi Piccirillo -. La Regione non intende sostenere economicamente i caregiver familiari né promuoverne, a livello nazionale, una maggior tutela chiedendo di intervenire in materia di pensione assistenziale, indennità o malattia, regime fiscale agevolato, orario di lavoro flessibile.  

Ugualmente non si è ritenuto di riconoscere il diritto del caregiver familiare a curarsi, al riposo e alle ferie né a riconoscergli percorsi preferenziali di accesso nelle strutture sanitarie, la semplificazione burocratica delle pratiche al fine di ridurre i tempi di attesa per l’accesso alle prestazioni sanitarie, la domiciliarizzazione delle visite specialistiche, la sostituzione temporanea; per non parlare dell’inclusione lavorativa: si vuole obbligare il caregiver a fare formazione prima di (ri)affacciarsi al mondo del lavoro, dopo anni e anni spesi a dedicarsi all’assistenza. Questo significa non riconoscerne le competenze e l’esperienza acquisite. Forse, con molta sincerità, si doveva cambiare il titolo della legge: è davvero un riconoscimento?” 

Rispondi

Scopri di più da Su la Testa

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere