Le associazioni C.I.C.A. e C.R.C.A. chiedono alla Regione Lombardia un sostegno urgente e l’adeguamento delle rette per gli alloggi destinati a persone con Hiv/Aids. Sono 23 le Case Alloggio lombarde dimenticate dal sistema Regione Lombardia/ATS – denunciano – in quanto strutture residenziali semplicemente convenzionate e non accreditate.
“E’ necessario garantire un posto dove vivere a queste persone – commenta il consigliere regionale Luigi Piccirillo -. Il mio impegno in favore delle categorie più vulnerabili della nostra società è sempre stato massimo. Ho già lottato per garantire alloggi pubblici alle donne vittime di violenza, ai genitori separati e ai familiari che migrano in Regione per sottoporre i propri figli minori a cure palliative/oncologiche. Questa situazione merita uguale attenzione e per questo, in occasione dell’imminente seduta di bilancio, presenterò un ordine del giorno sul tema. L’accreditamento di questi alloggi mi sembra il minimo, ma in ogni caso, sul territorio, ci sono migliaia di alloggi pubblici vuoti che potrebbero essere utilizzati per questi scopi.
Anche in questo caso l’appello ricevuto ci rivela un altro ambito in cui il privato si sostituisce al pubblico, nel fornire un servizio essenziale. In favore delle persone affette da malattie sessualmente trasmissibili, ho già presentato oltre un anno fa una mozione che impegnava la Regione a supportare anche finanziariamente la realizzazione e gestione dei Checkpoint per la prevenzione di queste malattie. L’atteggiamento ingeneroso della Giunta fu il medesimo, di sottovalutazione totale dell’impegno profuso dalle Associazioni e dai Comitati sul territorio per garantire servizi minimi e di base ai malati”.

