Milano, 11/10/2022 – Incarichi politici e partecipazione ad associazioni che non perseguono interessi pubblici e generali: il consigliere Luigi Piccirillo ha presentato una mozione che affronta la questione dell’appartenenza a sodalizi i cui vincoli sono oggettivamente incompatibili con l’esercizio di funzioni pubbliche al servizio esclusivo della Nazione.

In nome di una maggiore trasparenza all’interno della politica, la mozione intende impegnare la Giunta regionale “ad adottare indirizzi specifici per l’introduzione dell’obbligo, per i titolari di incarichi di nomina di competenza regionale, di dichiarare la propria affiliazione a qualunque sodalizio, sia esso riconosciuto o meno, di qualunque fine, trattando i dati immagazzinati secondo le garanzie di cui al d.lgs. 196/2003”, come si legge nel testo della mozione.
Chi aspira ad un incarico pubblico detiene infatti anche un obbligo di trasparenza nei confronti della Collettività, che implica la possibilità di conoscenza, da parte dei Cittadini, dell’esistenza di eventuali abiti di responsabilità e delle proprie opinioni e attitudini, sia come singolo che in qualità di appartenente al contesto sociale.
“Questa mozione nasce sulla scia dell’evento pubblico del 30 settembre che ho organizzato a Palazzo Pirelli sul tema delle masso-mafie, e durante il quale sono intervenuti gli ex magistrati Carlo Palermo, Piercamillo Davigo e Luigi De Magistris, oltre al magistrato Giuseppe Lombardo. Nell’incontro si è discusso dell’esistenza di organizzazioni che inseriscono metodi di intimidazione, di omertà e di sudditanza psicologica in settori della vita socio-economica, con lo scopo di acquisire e controllare i servizi pubblici, di interferire con il libero esercizio del voto e di realizzare vantaggi ingiusti per sé o per altri – spiega il consigliere Luigi Piccirillo -. All’interno dei sodalizi segreti vietati si contano oggi anche le associazioni che perseguano finalità di per sé lecite, ma adottano “modalità” di segretezza. Il divieto di organizzazioni occulte con fine lecito deriva anch’esso dall’esigenza di trasparenza democratica dei mezzi di espressione della volontà popolare.L’articolo 98 della Costituzione prevede la possibilità di vietare a talune categorie di soggetti (i magistrati, i militari di carriera in servizio, i funzionari e agenti di polizia, i rappresentanti consolari all’estero) il diritto all’iscrizione ai partiti politici. Mi sembra quindi opportuno che tutti i soggetti che instaurano un legame con la Nazione abbiano il dovere di comunicare la propria adesione a tali associazioni in virtù dell’obbligo di trasparenza nei confronti della Collettività che rappresentano”.
